COSA FARÒ DA GRANDE?

In questi giorno ho in Atelier La Stagista per due settimane. Una ragazza che sta frequentando la scuola di tessitura che ho frequentato io (il CSIA).

Primo giorno, solite domande per conoscersi, solito imbarazzo iniziale.

 

In pausa pranzo le faccio la fatidica domanda: - Cosa farai da grande? -

 

Il panico negli occhi, o forse smarrimento...

Come tanti ragazzi alla sua età, sapere a 18 anni cosa voler fare per il resto della propria vita è una decisione di un peso immenso.

Così ho cercato di rasserenarla raccontandole un po' la mia piccola realtà, ed ho deciso di condividerla anche a voi, perché chissà, forse posso aiutare qualche altra/o ragazza/o a farsi un'idea sulla vita (o perlomeno la mia).

 

Oggi chi mi conosce e chi segue la crescita del mio Atelier pensa che io abbia sempre avuto la visione di vivere ciò che vivo io, ma non sono andate esattamente così le cose.

 

Mentre frequentavo il CSIA, certo mi piaceva la tessitura, e mi sarebbe piaciuto continuare a far questo mestiere, ma le mille voci attorno a me dicevano che era ormai un lavoro "morto", difficile... Quindi non sapevo davvero cosa fare nella vita, anche perché di posti vacanti come tessitrice non è che abbondavano.

Così finita la scuola ho trovato un lavoro in una Boutique a Lugano, con l'intenzione di trasferirmi poi nella sede principale in Spagna dove avrei potuto lavorare più a contatto con la creazione degli abiti. Nel giro di 6  mesi mi ero resa conto che quest'opzione diventava sempre più utopica, così un bel giorno mi è saltato in mente di andare a lavorare in Crociera presso un negozio qualsiasi di abbigliamento, in questo modo avrei potuto viaggiare ed esser sempre in un luogo diverso, conoscendo sempre gente nuova e poter parlare più lingue.

Volevo andare via da qui.

 

Mi serviva l'inglese, così mi sono informata per partire in Australia a studiarlo almeno 3 mesi e poi chissà. Ho fatto tutti i lavori extra che potevo per racimolare il denaro e partire. Un anno di tempo ed eccomi in viaggio.

 

Al rientro da quest'esperienza trovo un lavoro tramite amici per assistere ad una persona malata che aveva bisogno di compagnia, giovane e che parlasse inglese.

Avevo 20 anni, cercavo lavoro, parlavo inglese... ero quella giusta al momento giusto, così per caso... che non è mai un caso.

 

Sta di fatto che questa persona nella vita ha fatto l'Artista a Manhattan, New York!

I racconti della sua vita erano a dir poco incredibili, l'ho conosciuta che aveva circa 60 anni, quindi di cose ne aveva da raccontare!

Più mi parlava della sua vita e più mi pesava non aver continuato a fare i miei tessuti... le raccontavo che volevo, ma che in quel momento era davvero difficile per me iniziare, non avevo soldi e non avevo un telaio.

 

Pochi mesi dopo lei muore, e penso che sia proprio questo che mi ha fatto scattare la "molla" nella testa.

Non ricordo bene come sia andata, ma ad un certo punto mi è stato proposto di partecipare ad un evento estivo di 10 giorno per poter esporre e vendere le mie creazioni se mai ne avessi fatte.

Quello che so per certo ( perché ho la data scritta sul mio primo Diario di Lavoro ) è che era aprile 2012 e l'evento si sarebbe svolto a luglio 2012.

Così ho cercato qualcuno che potesse prestarmi un telaio, qualche attrezzo base e sono andata a racimolare un po' di filati qua e là, stilando una lista di quantità minime di sciarpe da creare.

 

Non avevo la minima idea di cosa creare, non conoscevo i miei gusti, non conoscevo quelli delle persone, men che meno sapevo come creare dei tessuti fantastici a prezzi contenuti.

 

Sta di fatto che in qualche modo ho iniziato a produrre, con una paura addosso che ancora oggi quando ci penso mi si chiude lo stomaco.

 

Non sapevo nulla, ma proprio ZERO!

Non sapevo come allestire la bancarella, come illuminarla, come chiamare l'Atelier, come presentarmi alle persone...

Ma mi sono buttata, e penso anche che all'inizio neppure ci credevo seriamente.

 

Alla fine questo debutto ha avuto un discreto successo, così colta dall'emozione ho cercato altri mercatini, ho iniziato a modificare e migliorare le creazioni successive e pensato a come migliorare l'allestimento della bancarella.

 

Un mercatino poi ha attirato un secondo... fino a far passare i primi 3 anni. 3 anni dove ho potuto imparare a capire cosa volevo creare, cosa mi piaceva tessere, ma ancora ero convinta che fosse impossibile lavorare solo di questo e/o aprire un negozio (si perché in questo tempo la tessitura la facevo la sera ed i fine settimana, perché negli altri giorni avevo 1-2 lavori e mi sono messa pure a studiare per diventare Contabile Cantonale, così, per avere un piano B nel caso questa cosa non sarebbe cresciuta).

Perché eri convinta che fosse impossibile vivere di Tessitura? (mi chiede la stagista)

Perché tutti intorno a me mi dicevano che era difficile e che sarebbe stato molto più semplice trovare un "lavoro sicuro" e tenere quest'altro come Hobby.

 

Poi però gli anni son passati, tante cose son successe, come quella vocina dentro di me che mi diceva: ma se tu dovessi morire domani, non avresti il rimpianto di non averci provato?

Quella vocina mi ha portata all'esasperazione, così è arrivato quel giorno in cui mi son detta:

Ok, mi butto!

 

Sempre senza un soldo, ma sempre con la fortuna dalla mia parte di trovare la persona giusta al momento giusto, la situazione difficile ed angosciante che ti fa uscire dalla Confort-zone.

Il 1° novembre 2016 mi sono iscritta ufficialmente come Artigiana Indipendente, e credetemi, è stato come fare un salto nel vuoto! Sapere che a fine mese se non avessi venduto qualcosa non avrei percepito nessuno stipendio, era un qualcosa da toglierti il fiato!

In quel momento lavoravo ancora da casa, 2 negozi esponevano alcune cose mie, se no vivevo di mercati. Ovviamente ho anche cercato un lavoro per fare le pulizie, così giusto per tirar su qualche soldo.

Solo un anno dopo esatto è arrivato il primo negozio, a Giubiasco. È durato 9 mesi perché mi trovavo in un locale che entro un anno avrebbero ristrutturato, ma in questo tempo ho potuto approfittare di un super-prezzo d'affitto e capire se un negozio potesse davvero esistere.

 

Pochi mesi dopo nuovamente investita dall'ansia. Non sapevo dove spostare il negozio perché non avevo soldi ed entrate sufficienti a pagare un affitto..

Ma è arrivata un'occasione da prendere al volo, un negozio come immaginavo io in quel momento, con un'amministrazione che era a dir poco dal cuore d'oro!

Quindi anche se il rischio era alto, la pancia mi diceva di seguire quei segni che stavano arrivando... e così ho aperto il Negozio in Via Dogana 8 a Bellinzona!

Tanto stupendo quanto angosciante! Ero emozionata quando mi rendevo conto di avere un negozio tutto mio nato da mille sacrifici, ma vivevo anche costantemente con mille paure e giorni in cui volevo mollare tutto!

Quel negozio mi ha permesso di crescere ulteriormente ed avere radici più salde, finché non è arrivato anche il Covid, il lockdown! Di nuovo rimescola le carte per capre come NON MOLLARE! Perché qui nonostante le crisi e i pianti... NON SI MOLLA!!!! In quei due mesi mi è tornata la voglia di lavorare di nuovo in un posto simile ad una casa, con quelle 4 mura che una vetrina non ti può dare... Sì perché il mio lavoro non consiste solo nel ricevere i clienti per servirli e consigliarli, ma devo anche produrre ciò che vendo, devo fotografare le mie creazioni, tenere attivi i social e aggiornare il sito internet.

 

Sognavo un posto suggestivo, lo sognavo da sempre. Un ambiente unico, dove la persona che vi entra viene catapultata in un'altra dimensione. Ed ecco che il Destino e l'Universo lavorano con me per farmi trovare per "caso" 9 mesi dopo un posto da favola!

In centro a Bellinzona, al 1° piano con un balconcino da sogno, una stanza con pavimento in legno antico ancora originale, affreschi sul soffitto e un camino che rende tutto più poetico.

 

Così mi sono buttata di nuovo, ho concretizzato un sogno.

Un sogno che vive anche mille difficoltà, un sogno che puntualmente mi porta in momenti a valutare di chiudere tutto e cambiare vita (perché a volte alcune difficolta e la stanchezza accumulata in questi 9 anni si fanno sentire) ma in un qualche modo, un po' per caso e un po' per fortuna eccomi qui, a riempire ancora di colori le mie bacheche di Facebook e Instagram.

 

Tutto questo per dire che, nove anni fa non avrei mai pensato di vivere queste avventure e di arrivare fino a qui, ma in un qualche modo è successo.

 

Quindi, giovani ragazzi, preoccupatevi ma non troppo per il futuro, perché non avete la minima idea di che progetti ha in mente questa bizzarra vita per voi!!!

 

A volte le cose, succedono "per caso"...

 

 

(se sei arrivato a leggere fino a quì, GRAZIE DI CUORE!

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GRAZIE !!!)

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Commenti: 1
  • #1

    S (martedì, 29 giugno 2021 21:00)

    Grazie per questo tuo "piccolo" racconto.
    Mi ha fatto sentire meglio,