COME SI LAVA UN TESSUTO FATTO A MANO?

Voglio fare una premessa:

Questo articolo si riferisce al tessuto in generale, più nello specifico per un tessuto fatto a mano, ma potete applicare queste chicche anche per i vostri lavaggi quotidiani.

 

Ho deciso di dedicare qualche riga a questo argomento, perché mi sono resa conto che in questi anni, confrontandomi con persone di ogni età si è un po' andata a perdere la conoscenza dei materiali utilizzati per creare un tessuto e di conseguenza il loro mantenimento. Utilizzerò un linguaggio semplificato e poco tecnico, così da permettere a chiunque di capire, ma se aveste ulteriori domande sono sempre a vostra disposizione e potete scrivermi anche qui sotto il testo.

 

Iniziamo a distiguere 3 grandi famiglie:

 

FIBRE VEGETALI e derivati ( cotone, lino, viscosa,.. )

FIBRE ANIMALI ( lana, seta )

FIBRE SINTETICHE ( nylon, poliestere, ... )

 

FIBRE VEGETALI:

Sono fibre ricavate dalle piante, come i batuffoli di cotone, il lino o la canapa lasciando macerare il loro fusto per poi ricavarne un filo, oppure la viscosa che proviene dalla resina di una pianta trasformata poi con un processo chimico per ottenere anche qui un filato

Essendo appunto fibre provenienti dalle piante, sono molto resistenti, spesso rigide se si pensa al lino o alla canapa, ma permettono quindi di creare stoffe per lenzuola, tovaglie, sacchi da lavoro. Questa loro resistenza non riguarda solo il suo utilizzo, ma anche il lavaggio.

Queste fibre ( fatta eccezione per la viscosa che risulta un po più delicata in quanto non fibra 100% naturale) possono dunque essere lavate a 60° o 90° gradi (alte temperature solo se il tessuto non è stato tinto). L'utilizzo dell'ammorbidente è spesso consigliato se si vuole appunto ammorbidire il tessuto, in quanto questo "mangia" la fibra.

A tal proposito, solitamente consiglio di sostituire i classici ammorbidenti ad altri più EcoFriendly o meglio ancora utilizzare 1-2 cucchiai d'Aceto Bianco da Tavola, quest'ultimo infatti oltre ad essere totalmente biodegradabile in quanto anche commestibile, ammorbidisce le fibre, aiuta a rimuovere l'odore di sudore e non mangia i colori dei tessuti quanto il classico ammorbidente che spesso sopratutto con i capi neri a lungo tempo li stinge.

 

La viscosa invece solitamente consiglio di lavarla a massimo 40° ( ma controllate sempre le etichette ). Non essendo un filo prodotto direttamente dalla pianta ma lavorato poi chimicamente (aggiungendo Soda Caustica e Solfuro di Carbonio) è meglio non aggredirla troppo. Anche perché questo materiale è fantastico perché ha un potere assorbente simile al cotone, ma una lucentezza che si avvicina a quella della seta, per non perdere quest'ultima qualità dunque evitare il calore la aiuta a mantenersi "giovane".

 

FIBRE ANIMALI:

Per generalizzare parliamo di lana e seta (anche se qui potrei aprire altri due capitoli per raccontarvi un po' le loro mille sfumature).

Di lana ne abbiamo migliaia di tipologie, che provengono da Pecore, Capre, Alpaca, Conigli... ed ognuno di loro con caratteristiche diverse, non solo per via dell'animale differente, ma anche dalla parte del corpo in cui viene tosato o pettinato l'animale.

La seta invece viene dal Baco da seta, quindi il bozzolo che crea prima di trasformarsi in farfalla.

Questo bozzolo è composto da un filamento unico che può esser lungo da 350 a 1000 metri. Per ricavarlo intero bisogna bollirlo quando l'animaletto è ancora al suo interno, altrimenti se si attende la sua uscita il filo si spezzerà, donandoci sempre della seta ma dall'aspetto più irregolare e meno lucente.

 

Senza dilungarmi troppo, è importante capire da dove vengono queste fibre per capire appunto come trattarle e lavarle, solitamente io faccio questo esempio molto semplice:

È come prendersi cura dei nostri capelli, con la differenza che i nostri sono ancora attaccati al nostro corpo, quindi ne ricavano ancora dei nutrienti, mentre quando questi non sono più attaccati alla loro linfa vitale, sono più fragili e delicati.

 

Dunque il consiglio è di lavare sempre questi capi a mano o con un programma Delicati, (che queste nuove lavatrici oggi fanno forse meno danni di noi se non siamo abituati a farlo) .

Un sapone neutro per capi delicati sarebbe l'ideale, ammorbidente e derivati sarebbero da evitare, unica eccezione che suggerisco è per quando si ha una lana di pecora che pizzica:

Mettere a mollo il tessuto con un cucchiaio di Aceto, massaggiarlo delicatamente, strizzarlo con cura e lasciarlo in congelatore per 4-5 ore, dopodichè estrarlo e lavarlo come di consueto (spesso aiuta a togliere quel prurito fastidioso).

 

Lavare a mano un capo delicato significa immergerlo in un catino con la temperatura dell'acqua che non superi i 30° (anche i nostri capelli se li laviamo con acqua fresca e non bollente risultano più lucenti e meno stressati/opachi). Aggiungere un po di sapone e massaggiare delicatamente (se invece si tenta di frizionare il tessuto si ha un risultato effetto rasta, quindi il tessuto s'infeltrisce/irrigidisce e perde la sua morbidezza ed elasticità.

Risciacquarlo e strizzarlo sempre in modo delicato, portandolo su uno stendino posizionandolo orizzontalmente! In questo modo si evita che la pesantezza dell'acqua deformi il tessuto.

 

FIBRE SINTETICHE:

Queste fibre sono derivanti del Petrolio, trasformate quindi ci hanno permesso sin dagli anni 1930-40 di avere dei tessuti resistenti, che non si stropicciano e che mantengono il calore corporeo.

 

Essendo però materiali appunto "sintetici" è consigliato lavarli sempre ad un massimo di 30° con dei detersivi specifici, infatti un'elevata temperatura unita ad una centrifuga troppo aggressiva porta ad avere dei "pallini" sui tessuti  (si nota bene spesso sulle calze nella zona del tallone) e perdere rapidamente le sue proprietà, sopratutto quando si tratta di tute termiche.

Anche qui sconsiglio sempre l'utilizzo dell'asciugatrice per due ragiorni: i tessuti sintetici si asciugano rapidamente in quanto non trattengono l'umidità, inoltre di nuovo le alte temperature non aiutano a preservare la loro integrità.

 

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Questa è solo una mia breve raccolta di informazioni e documentazioni che ho appreso in questi anni, consiglio sempre e comunque di osservare l'etichetta fornita col tessuto, perche ognuno è fatto in maniera differente.

 

 

 

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